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Quando si parla di uno spettacolo di magia, la prima cosa che viene in mente è il trucco. Un oggetto che scompare, qualcosa che appare, un effetto impossibile. Ma quando lavoro a uno spettacolo per famiglie, il trucco è soltanto una parte. Prima ancora di pensare a cosa far apparire o sparire, penso a quello che voglio far vivere al pubblico. Perché un bambino può rimanere stupito da un effetto magico, ma quello che ricorderà davvero è il momento in cui è salito sul palco, ha partecipato, ha riso insieme agli altri o si è sentito, anche solo per qualche minuto, parte della storia.

Lo spettacolo deve avere un ritmo

Uno spettacolo per famiglie non può essere una successione di numeri uno dopo l’altro. Ci sono momenti in cui bisogna far ridere, altri in cui creare curiosità, altri ancora in cui fermarsi un attimo e costruire l’attesa. Anche il numero più bello, se arriva nel momento sbagliato, rischia di perdere forza. Per questo quando preparo uno spettacolo cerco sempre di immaginare un percorso: partire in un modo, aumentare gradualmente il coinvolgimento e arrivare ai momenti più importanti quando il pubblico è completamente dentro quello che sta succedendo.

I bambini non devono soltanto guardare

Una delle cose a cui tengo di più è la partecipazione. Non voglio che i bambini restino per un’ora semplicemente seduti a guardare qualcuno che fa delle magie. Voglio che parlino, rispondano, aiutino, salgano sul palco e qualche volta mettano anche in difficoltà il mago. È proprio lì che spesso nascono i momenti più belli, perché non tutto può essere programmato. Ogni bambino reagisce in modo diverso e lo spettacolo cambia continuamente in base a quello che succede davanti a me.

E poi ci sono i momenti che non si possono preparare

Poi esistono momenti che non entrano in nessuna scaletta. Un bambino che alla fine viene a salutarti. Qualcuno che vuole vedere da vicino un oggetto utilizzato durante lo spettacolo. Una famiglia che rimane qualche minuto in più. Oppure semplicemente lo sguardo di chi ha appena visto qualcosa che non riesce ancora a spiegarsi. Sono momenti piccoli, ma probabilmente sono la parte che preferisco di questo lavoro.

Momenti indimenticabili

Per questo, quando preparo un nuovo spettacolo, non parto mai dalla domanda: “Quale magia posso fare?” Provo piuttosto a chiedermi: “Che cosa voglio far vivere al pubblico?” Il trucco viene dopo. Perché alla fine la magia più bella non è necessariamente quella che succede sul palco. È quella che il pubblico si porta a casa.

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Uno spettacolo per famiglie non può essere una successione di numeri uno dopo l’altro. Ci sono momenti in cui bisogna far ridere, altri in cui creare curiosità, altri ancora in cui fermarsi un attimo e costruire l’attesa. Anche il numero più bello, se arriva nel momento sbagliato, rischia di perdere forza. Per questo quando preparo uno spettacolo cerco sempre di immaginare un percorso: partire in un modo, aumentare gradualmente il coinvolgimento e arrivare ai momenti più importanti quando il pubblico è completamente dentro quello che sta succedendo.

I bambini non devono soltanto guardare

Una delle cose a cui tengo di più è la partecipazione. Non voglio che i bambini restino per un’ora semplicemente seduti a guardare qualcuno che fa delle magie. Voglio che parlino, rispondano, aiutino, salgano sul palco e qualche volta mettano anche in difficoltà il mago. È proprio lì che spesso nascono i momenti più belli, perché non tutto può essere programmato. Ogni bambino reagisce in modo diverso e lo spettacolo cambia continuamente in base a quello che succede davanti a me.

E poi ci sono i momenti che non si possono preparare

Poi esistono momenti che non entrano in nessuna scaletta. Un bambino che alla fine viene a salutarti. Qualcuno che vuole vedere da vicino un oggetto utilizzato durante lo spettacolo. Una famiglia che rimane qualche minuto in più. Oppure semplicemente lo sguardo di chi ha appena visto qualcosa che non riesce ancora a spiegarsi. Sono momenti piccoli, ma probabilmente sono la parte che preferisco di questo lavoro.

Momenti indimenticabili

Per questo, quando preparo un nuovo spettacolo, non parto mai dalla domanda: “Quale magia posso fare?” Provo piuttosto a chiedermi: “Che cosa voglio far vivere al pubblico?” Il trucco viene dopo. Perché alla fine la magia più bella non è necessariamente quella che succede sul palco. È quella che il pubblico si porta a casa. Le fotografie dell'evento raccontano alcuni di questi momenti, ma le risate, le reazioni e l'energia del pubblico sono ciò che resterà maggiormente di questa esperienza. Ci vediamo al prossimo spettacolo!

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